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I motivi (in sardo, mostras), originali antichissimi, riproducono, sul tessuto, colori e disegni tipici di ciascuna zona: tinte forti e autunnali nelle zone interne; vivaci e pastello nel meridione.
 Le tecniche di tessitura variano secondo il tessuto e il motivo che si vuole creare: sono pregiati i copricassa, e il tappeto a doppia faccia (pettenedda), indistruttibile perché la trama di lana ricopre totalmente l'ordito di cotone. È tipica la produzione a lavorazione liscia, con motivi fiammati dai colori accesi, rosso, azzurro, verde, che ricordano disegni afro-orientali, e quella a effetto trama, che richiama disegni dell'arte indiana, con strisce alternate di motivi romboidali e di stelle dai colori caldi ed intensi (giallo, verde, mattone).
Un altro tipo di lavorazione è quella a punto pieno, che si ottiene disegnando con la trama colorata, sull'ordito bianco, motivi stilizzati di fiori, piante, animali (pavoni, cervi), gli sposi a cavallo, simboli magici (lune, soli) e motivi allegorici, circondati da cornici costituite da greche, rombi o motivi del ballo sardo. In questo modo vengono lavorati anche arazzi, bisacce, coperte e i ricchi finimenti degli animali, con rappresentazioni di scene di caccia o animali stilizzati.
Altri motivi tipici sono quelli presi in prestito all'araldica, alla mitologia (il leone, simbolo della tradizione bizantina), all'astronomia (sa mustra de sa pramma e sa mustra de sa funtana).
 Un'altra tecnica molto impegnativa, utilizzata per la tessitura di tovaglie, tende e cuscini di lino, è detta a ranos (chicchi di grano) o a pibiones (acini d'uva). La lavorazione consiste nel comporre il disegno, facendo fuoriuscire la trama dell'ordito, formando piccole gocce in rilievo.
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Autore Roberto Dessì
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