|
 |
 |
 |
 Carnevale Tradizionale
|
Juvanne Martis Sero
|
JUVANNE MARTIS (SERO)
La rappresentazione Juvanne Martis (sero) è un fantoccio di legno vestito con abiti della tradizione sarda (camicia, velluto e berritta) che viene trasportato all'interno di una carretto per le vie del paese da alcuni ragazzi o adulti solitamente appartenenti allo stesso gruppo o "troppa". Gli accompagnatori di Juvanne vestono in vardetta, scialle e mucadore rigorosamente neri impersonificando le donne del paese nei momenti di lutto, infatti il fantoccio è morente e i ragazzi piangono, cantando un lamento funebre in sardo mamoiadino: "Juvanne meu prenu e paza/ mesu meazza, meazz' e mesa/ torrami sa vresa hi mi cas' urau/ Juvanne 'istesserau....
Tradizione vuole che gli accompagnatori di Juvanne bussino di porta in porta per le vie del paese domandando un pò di vino per fare le "trasfusioni" al povero pupazzo di legno e cercare di salvarlo. Il vino che viene donato finisce all'interno di un'unica damigiana posizionata sul carro e in seguito verrà bevuto, in notevoli quantità, dai ragazzi provocando, a tarda sera, una rilevante stonatura del canto funebre in onore de Juvanne. Il percorso di Juvanne Martis finisce nella piazza principale in cui verrà eseguita un'operazione e dal ventre del fantoccio vengono tirate fuori le budella (sas istinas de por' u) cercando di rianimarlo, ma il tentativo risulterà vano e Juvanne morirà tra le braccia dei ragazzi ormai poco capaci di reggere il fantoccio.
Il significato La morte di Juvanni Martis rappresenta la fine del Carnevale Mamoiadino tra le lacrime dei partecipanti che dovranno aspettare un anno intero prima di rivivere il Carnevale e provare la spensieratezza e la felicità che solo la festa è in grado di garantire.
Curiosità Il fantoccio, a diifferenza che in altri paesi, non viene bruciato o buttato via ma conservato e riutilizzato l'anno successivo.
|
|