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IL SINIS-MONTIFERRU E IL SUO TERRITORIO

  • dove: in provincia di Oristano
  • comuni di Cabras, San Vero Milis, Cuglieri, Oristano, Narbolia
  • posizione: nella parte centro-occidentale della Sardegna
  • lunghezza: più di 50 km di costa: da Capo San Marco a Punta di Foghe
  • centri abitati sul mare: Marina di Torregrande, San Giovanni di Sinis, Putzu Idu, Santa Caterina di Pittinurri, Porto Mandriola

La Natura
E' una delle zone più interessanti dell'isola. A ridosso della costa, ben 6.000 ettari sono costituiti da zone umide. Questo immenso complesso lagunare costituisce uno dei più diversificati ecosistemi umidi esistenti, per estensione il secondo in Italia.

Un fantastico gioco di specchi d'acqua, oltre a creare un ambiente di rara bellezza dal punto di vista paesaggistico, ospita una ricchissima avifauna, con specie molto rare.
Aironi bianchi, rossi e cinerini, il germano reale, il fistione turco, il fenicottero rosa e il pollo sultano sono alcuni dei frequentatori assidui degli stagni della zona. Anche per quanto riguarda la flora, il complesso offre un quadro molto vasto e interessante.

Grandi distese di Salicornia Fruticosa e di giunchi, diversi Limonium, alcuni dei quali endemici, lo sparto, la lisca maggiore e la viola del Sinis compongono la fascia di vegetazione che avvolge queste zone umide.

I mesi primaverili sono senz'altro il momento migliore per visitare gli stagni.
In questo periodo la vegetazione diventa infatti più rigogliosa ed è più facile osservare l'abbondante fauna che popola questo delicato ecosistema, spesso minacciato dall'intervento dell'uomo.

Lungo la costa, all'altezza di Santa Caterina di Pittinuri ammiriamo le bianche scogliere di calcare miocenico dalle forme plastiche e bizzarre.
Tra queste, degno di un nota particolare è sicuramente S'Archittu, un arco naturale scavato dal mare. Dopo km di splendide spiagge, da Punta S'Incodina, le falesie riprendono ad innalzarsi eleganti sulla bellissima distesa di mare.

Arrivati a Capo Sa Sturaggia la costa diviene bruscamente bassa. Qui inizia le spiaggia di quarzo di Is Aruttas, una delle più belle della Sardegna.
Continuando verso sud si raggiunge Turr'e Seu, piccolo promontorio che ospita un oasi naturalistica protetta dal WWF italiano.

A poca distanza dalla costa si trova l'isola di Mal di Ventre, 80 ettari di splendide calette e macchia mediterranea ad alto interesse naturalistico.

Archeologia
Nella provincia di Oristano l'uomo arrivò circa 6.000 anni prima di Cristo per cercarvi l'ossidiana nelle viscere di Monte Arci.
Lungo le rive degli stagni sorsero allora i primi villaggi di capanne e sui rilievi si scavarono le tombe collettive: alcune domus de janas sono state trovate vicino al mare nel territorio di San Vero Milis.

La civiltà nuragica è testimoniata dallo splendido complesso del Nuraghe Losa, nella piana di Abbasanta. Poco più a sud, a Santa Caterina di Paulilatino è presente invece un mirabile esempio di santuario nuragico, con tempio a pozzo costruito in blocchi di basalto perfettamente squadrati.

Intorno al 725 a.C. i Fenici fondarono le città di Tharros e di Othoca (Santa Giusta), mentre i Cartaginesi, dopo aver conquistato la Sardegna alla fine del VI secolo a.C., edificarono le città di Neapolis e di Cornus. Questi centri si dotarono durante l'epoca romana di infrastrutture quali terme, acquedotti e templi, in parte visibili a Tharros.

In epoca romana ebbe una certa importanza l'insediamento delle Aquae Ypsitanae, chiamato tra il 98 e il 117 d.C. Forum Traiani. Ancora oggi a Fordongianus si osservano le grandiose testimonianze delle terme e dell'anfiteatro.
Seguì l'età dei Vandali e dei Bizantini. In questo periodo fu costruita la chiesa paleocristiana di San Giovanni di Sinis.

La struttura, che ha impianto bizantino a croce e tre navate, ha subito notevoli trasformazioni in epoca romanica.
Intorno al 900, di quattro regni (o Giudicati) di Cagliari, Logudoro, Gallura e Arborea. Quest'ultimo ebbe capitale dapprima Tharros e dal 1070 Oristano, che manifesta nella sua cattedrale, nelle chiese, nelle torri e nelle mura il suo glorioso passato.
Durante questa fase, con l'arrivo dei monaci furono costruite le chiese di San Paolo a San Vero Milis e la splendida Cattedrale di Santa Giusta.

La prima, fondata dai Camaldolesi, ha impianto risalente al XII secolo, con facciata bicroma: fasce di basalto e trachite che si alternano a fasce di arenaria. La cattedrale di Santa Giusta ha forme pisane e influssi lombardi, è realizzata in trachite, con interno a tre navate.

Furono gli spagnoli a mettere fine al sogno di indipendenza della zona e dell'intera Sardegna, infatti il Giudicato di Arborea fu anche l'ultimo a resistere agli Aragonesi. Di questo lunghissimo periodo rimangono tuttora le possenti e numerosissime torri litoranee costruite a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento.

Nel territorio di Cabras abbiamo la torre di San Giovanni, la torre di San Marco, torre Sevo e torre del Porto; nella zona di Cuglieri la torre di Capo Nieddu, la torre Pittinurri e quella di Su Puttu. A San Vero Milis troviamo: la torre di Capo Mannu, torre Sa Mora e torre Scala 'e Sali.

Una menzione particolare spetta alla torre di Marina di Torregrande, nel comune di Oristano. La struttura è infatti la più grande dell'isola nel suo genere; l'inizio dei lavori avvenne nel 1535, fu operativa nel 1555. Alta 17 metri ha un diametro di 20 e si sviluppa su due livelli.


 


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