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Feste Religiose
EVENTI RELIGIOSI>LA CORSA DEGLI SCALZI>DESCRIZIONE
 

prima paginaquando e dove | descrizione | origine della festa | curiosità

DESCRIZIONE

All'alba del primo sabato di settembre, il simulacro in legno di Santu Srabadori (San Salvatore) viene portato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta fino alla chiesetta di San Giovanni di Sinis.

La chiesetta campestre di San Giovanni di Sinis sorge nella penisola omonima, ed è stata costruita sopra un antico luogo sacro: un santuario sotterraneo in cui in origine si praticava il culto dell'acqua.   

Attorno alla chiesetta si trovano le domigheddas, casette basse in pietra arenaria e basalto, che in
passato servivano ad accogliere i pellegrini e i novenanti.

La statua del Santo viene trasportata a spalla, poggiata su una portantina, da una folla di centinaia di uomini in corsa

I corridori sono scalzi, ed indossano il tradizionale saio bianco, stretto in vita da un cordone. 

In genere si tratta di fedeli che devono sciogliere un voto: non a caso il tragitto da percorrere (su camminu), duro, polveroso e irto di pietre, è un vero martirio per chi
corre a piedi nudi.
Ma la grande fede dei corridori fa sopportare anche il dolore.

La prima domenica di settembre, giorno della festa solenne, il simulacro del Santo, assieme al suo gonfalone, è riportato alla chiesa di Santa Maria, nel centro abitato di Cabras. Accompagnata da canti sacri (is goccius) e da scoppi di mortaretti, la corsa, lunga oltre sette chilometri, si ripete, salutata da una folla festante di spettatori.

Dopo che la promessa di devozione al Santo, puntualmente come ogni anno, viene portata a compimento, is curridoris, stanchi e felici, festeggiano fino a tarda sera.
Si godono quindi il meritato riposo, degustando, assieme a tutti i partecipanti all'evento, anguille e muggini arrosto, felicemente innaffiati da un buon bicchiere di vernaccia.

Musica e fuochi d'artificio (is guettus) fanno da cornice alla splendida festa.

testo di Grazia Villani
foto di PC Murru
web editing SP

 


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