case sardegna, appartamenti sardegna hotel sardegna - guida agli alberghi in sardegna noleggio auto in sardegna agriturismo sardegna - guida vacanze agriturismo in sardegna last minute sardegna
Ville ed Appartamenti
in affitto in
Sardegna


Call Center 848 580081


 Territorio
 Clima
 Natura in Sardegna
 Gastronomia
 Vini
 Ricette
 Artigianato
 270 parole di storia
 Storia
 Archeologia
 Carnevale
 Feste religiose
 Vestito tradizionale
 Vita rustica
 Storie e leggende
 Scultura
 Pittura
 Musica
 Lingua
 Scrittori
 Architettura
 Interviste
 Attualità
GUIDA TURISTICA NUOVI STILI DI TURISMO

Bookmark and Share



Storia
LA STORIA DELLA SARDEGNA>ETA' NURAGICA>IL CULTO DEI MORTI
 

Le tombe dei giganti
Il culto dei morti era essenzialmente fondato sulla coppia divina Dea Madre-Dio Toro e a questo sentire il popolo dei nuraghi diede forma nelle arcaiche e solenni architetture delle tombe monumentali: le tombe dei giganti.

Questo è il nome che in Sardegna hanno i sepolcri collettivi monumentali del periodo nuragico e nasce dalla credenza che tombe tanto grandi potessero servire solo a tumulare uomini giganteschi.

La tomba dei giganti ha una facciata semicircolare a forma di corna taurine, costituita da lastroni di pietra affiancati e confitti verticalmente nel terreno, oppure da un muro di grossi massi. Al centro della facciata semicircolare c'è una grande stele monolitica che reca, in basso, una porticina d'accesso alla tomba.

Lungo il semicerchio, all'esterno, ci sono alcuni sedili in pietra sui quali dormivano i parenti dei sepolti per comunicare con i loro cari attraverso i sogni: era questa la pratica dell'incubazione (dal latino incubo=dormo).

Tra le tombe dei giganti meglio conservate ricordiamo quella colossale di Li Muri, presso Arzachena (SS) e quella di Is Concias, presso Quartucciu (CA).

I nuragici comunque continuarono anche ad usare gli antichi tipi di sepolture come le domus de janas o le tombe a corridoio tra le quali degna di nota è quella di Sa Corte Noa, presso Laconi (NU).

I betili
Spesso di fronte alla facciata della tomba dei giganti è presente un piccolo menhir, chiamato in sardo betile. I betili, simboli fallici di fertilità, sono simili a piccoli coni di pietra sui quali talvolta sono scolpite piccole mammelle oppure due occhi: i betili mammellati simboleggiano la copulazione della divinità maschile e di quella femminile per riaccendere la vita ormai spenta nei defunti; i betili con occhi rappresentano invece una divinità a guardia dei defunti.

 


GUIDA TURISTICA | NUOVI STILI DI TURISMO
CARTOLINE | FOTO & VIDEO | PUBBLICITA' | LAVAGNA
REGISTRATI|

VITA NOTTURNA | SPETTACOLI | METEO | EVENTI A BREVE | CALENDARIO

Marchi e logo sono depositati
I testi sono di proprietà esclusiva di Sardinia Point
Le foto sono coperte dal diritto d'autore